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Una nuova tecnologia di intelligenza artificiale che permette di rilevare i suoni emessi dalle orche sott’acqua, potrebbe aiutare a proteggere la popolazione residente nel Mare Salish considerata “endangered”.
La tecnologia riconosce i vocalizzi delle orche ed invia avvisi in tempo reale ai gestori dei mammiferi marini, che possono utilizzare le informazioni per cercare di prevenire collisioni dannose tra mammiferi marini e navi.

Le correnti oceaniche nel mare profondo stanno creando degli hotspot di microplastica che ospitano circa 1,9 milioni di minuscoli detriti per metro quadrato.
I ricercatori ritengono che queste correnti a movimento lento, che forniscono anche ossigeno e sostanze nutritive alle creature di acque profonde, stanno dirigendo il flusso di materie plastiche verso queste aree, provocando i cosiddetti "garbage patch" in profondità nell'oceano.

Un modello creato da Gianpaolo Coro, ricercatore del CNR-ISTI (Istituto di Scienza e Tecnologie dell'Informazione "A. Faedo") utilizzato in ambito ecologico per prevedere gli spostamenti delle specie invasive, come il pesce palla argenteo, (Lagocephalus sceleratus), infestante e velenoso, che invade le acque del Mediterraneo passando dal Canale di Suez, e persino del raro e misterioso calamaro gigante. «Allo stesso modo funziona anche con i virus, che al posto dei luoghi vanno infestare le persone». “Immaginate che, grazie all’intelligenza artificiale, sia possibile prevedere in anticipo dove una pandemia colpirà con più forza nel mondo. Che si possa cioè individuare su una mappa quali saranno le zone a più alto tasso di contagio e, di conseguenza, sia possibile combattere meglio non solo il virus SARS-CoV-2, ma ogni altra epidemia tra quelle che secondo gli esperti dovremo affrontare nel futuro.”

In tempi di incertezza, il mare profondo offre potenziali soluzioni. Il test utilizzato per diagnosticare il nuovo coronavirus - e altre pandemie come l'AIDS e la SARS - è stato sviluppato con l'aiuto di un enzima isolato da un microrganismo presente nelle sorgenti idrotermali marine e d'acqua dolce.

Giovani, con la mente aperta, con lo sguardo al futuro. Si è parlato in questi giorni dell’utilizzo delle maschere subacquee come ausilio ai malati di Covid-19. Un’applicazione diversa da quella per la quale erano state create quelle attrezzature. Ma osserviamo il dietro le quinte. Per prima cosa quelle non sono semplici maschere subacquee. Ma sono stata una rivoluzionaria idea derivata dalle maschere granfacciali utilizzate dai sommozzatori professionisti. Questa idea geniale nasce dalla passione per il mare di Sergio Gamberini e di suo figlio Luca: si sono resi conto del fatto che in molti si privavano delle meraviglie del mondo sommerso per...

Ultimo giorno, siamo a Punta Carena, uno dei posti più belli sott’acqua nel mare di Capri. Oggi la posa dell’ultimo idrofono che insieme agli altri due sarà recuperato tra un mese dal Nucleo Subacqueo dei Carabinieri di Napoli. Questa operazione condotta da Triton non è che la prima fase della campagna “The Sound of Silence” : tra un mese inizierà a Grenoble la complessa elaborazione dei dati. Finisce la prima campagna di prospezione voluta da Rosalba Giugni, presidentessa di Marevivo Onlus che ci permetterà di comprendere la salute del mare durante il lockdown dovuto al Coronavirus. Ed ora...

Anche oggi 17 Aprile, siamo tornati in mare per portare avanti il Progetto “The Sound of Silence”. Con il supporto degli uomini del Nucleo Subacqueo dei Carabinieri di Napoli abbiamo depositato l’idrofono Triton presso il banco di Santa Croce. Domani sarà la volta di Capri. Il progetto gestito dal Parc National des Calanques è svolto contemporaneamente in due bellissime città che affacciano sul Mediterraneo: Marsiglia e Napoli.